
Quando i silenzi si fanno più rumorosi e le pareti più sottili, quando il cielo si colora di nero e ci mostra il suo altro volto. Quando ti senti piccolo di fronte a ciò che non conosci e che hai sempre ignorato. Quando hai fame di speranza e i violini cominciano a suonare una melodia stridente, quando la lingua del serpente si attorciglia su di te incombe la Paura. Ricordate quando eravate bambini e il buio era il vostro peggior nemico? Tiravate su la coperta fino alla punta del naso e le gambe si irrigidivano. In quella stanza tutto si faceva più grande e più strano. Quelle ombre che credevate fossero nella vostra testa ora continuano a seguirvi. Siete cresciuti e insieme a voi quelle ombre sono mutate. È quella metamorfosi che non vi aspettavate. Un giorno vi siete svegliati e vi siete detti “è stato un incubo“. Il vostro incubo è un sociopatico fuggito da un manicomio a porte aperte e con lui la Paura. L’unica che ci accomuna gli uni con gli altri e a tutti gli esseri viventi. L’unica emozione che ci soffoca con grandi mani e ci tiene stretta la gola.
Amo sentirmi vicina alla Paura più di qualsiasi altra cosa al mondo perché, per quanto possa essere difficile accettarlo, è il ritratto di me più autentico che ci sia. Si scoprono tutte le carte in gioco, non esistono pause, siamo ad Alcatraz circondati da un oceano. Qui nei sotterranei si assiste al più bello degli spettacoli dal punto più profondo di noi stessi. La Paura si traveste nella nostra routine quotidiana, soddisfa la sua sete come un demone notturno che attende il calar del sole. Che lo si voglia o meno, è proprio quando giunge la notte che è inevitabile sentirsi più fragili. Seppur abbiamo imparato a orientarci nella notte, a difenderci dai nostri pensieri ed a controllare i nostri sensi, a volte non fa differenza. Loro sanno trovarci, loro conoscono ogni lato di noi, anche quelli che non sapevamo di avere. I nostri demoni si fanno prendere per mano e davanti al nostro riflesso ammiriamo insieme i peccati che ci hanno consumato carne ed anima. È il ritratto di Dorian Grey. Siamo noi il personaggio principale. È tutta la sfacciata verità che nascondiamo agli altri ma che loro non dimenticano, che loro sanno leggere.

È tendere la mano a un diavolo cornuto dal piede forcuto, dalla testa caprina, le corna di ariete, le orecchie di asino. Coda di serpente, occhi come il fuoco. Dalla sua bocca fuoriesce marciume irrespirabile, catrame nei polmoni. Vuole farsi baciare .. quel bacio diabolico, quel bacio osceno. Il suo membro è grande, è freddo, è doloroso. Il coltello affilato che ti pugnala al cuore. In questa pozzo di acqua putrida siamo tutti destinati ad affogare.
Il sociopatico suona il piano, amico delle mie tenebre. L’oscurità del mio passato si fonde con il mio presente e futuro. La mia Paura è più sangue che sudore. Polvere, energia che si consuma. È fredda, è viscida. Cambiamo pelle ma non cambiamo anima. In questo circolo vizioso siete voi a condurre le danze. Tutti vi guardano, tutti vi seguono. Com’è aspro il sapore della paura. Il suo profumo non si dimentica. Aahh com’è veloce questa danza, alla Sua corte sono tutti presenti.
Potrete sempre apprezzare la luce di quel sole che sorge ogni mattina. Ma quando la musica si interrompe, immergerete i piedi nel fango e sentirete meno il respiro. Vi sentirete soli per un momento per poi realizzare che non lo siete fino infondo. A volte lo dimenticate, ma lei c’è. È muta, ci osserva in un angolo, sorride con i denti gialli per prenderci in giro, lei lo sa. Per quanti sforzi possiamo fare e per quante distrazioni possiamo trovare, lei lo sa … è immobile e aspetta solo quel momento in cui si spegneranno le luci, chiuderai gli occhi e penserai: ma c’è qualcuno qui?